Il mio sogno? trovare l'anima della corsa.. e della vita.

domenica 18 settembre 2011

5° Memorial Gianni Sardà Zanardi 5960 m 22'40''







Questa edizione mi è uscita proprio male: 3'48''/km di media. Da questo punto di vista, nelle gare corte, sono tornato indietro. La spiegazione? Non saprei.. eri sicuramente sono partito troppo forte, ma sono abbastanza abituato a tenere duro: la mancanza di ossigeno che ho avuto e il senso di svuotamento non me lo spiego con la partenza veloce. Sicuramente l'umidità si sentiva, e con essa anche un certo caldo, ma quello è per tutti e anche altre volte non mi ha causato questo problema. Senza troppi giri di parole, il fatto è che dopo il primo dei 4 giri di 1500 metri circa (ho calcolato per la mia media 1490 m) inizia un profondo senso di boccheggiamento e di mancanza di energie, mi superano in tantissimi durante tutto il proseguimento della gara. Da essere più o meno nei primi 20 finisco 54°. Non andavo proprio, il ciottolato poi mi sembrava più problematico del solito, anche le curve e la salita di via Sassari mi creavano disagio e mi facevano rallentare troppo. La passerella, invece, era l'unico punto dove passavo bene, il maggior ostacolo mi dava, al contrario, quei 2 o 3 passi di vantaggio e poi ricominciavo a perdere. Per fortuna una bella volata finale mi tira un po su l'umore perché il resto è stato un disastro. Anche subito dopo l'arrivo la stanchezza mi fa vagare per qualche secondo senza capire cosa dovevo fare e dove dovevo andare. Sarebbe stato bello tuffarsi nell'acqua del porto per galleggiare e non muovere neanche un dito, sperando inoltre che l'acqua potesse alleviare il calore del corpo, che insieme all'umidità, mi facevano bollire la pelle e gli organi interni. Il piccolo cambiamento che c'è stato nel percorso, quindi, non era così preoccupante come mi aspettavo, tutto sommato era più scorrevole e meno insidioso del circuito normale a cui eravamo abituati. Questo 5° Memorial Gianni Sardà Zanardi (il mio 4° di seguito) vede un notevole numero di partecipanti anche quest'anno. Ne è la prova una partenza in cui bisognava sempre stare attenti a non rimanere chiusi. La paura di perdere secondi porta ad una partenza sprint, nonostante la vistosa salita dopo la prima curva. In questi 4 anni ancora non li ho preso le misure, ne alla partenza, ne al percorso nel suo complesso. Alghero rimane una gara particolare, notturna, in cui le distanze sembrano variare di giro in giro e di anno in anno, sembrano dei giri così brevi, ma non finiscono mai, eppure distrazioni c'è ne sono tante, letteralmente, non ci sono 100 metri uguali! Sia lo scenario, la luminosità, il fondo e gli spettatori cambiano da un momento all'altro. Dalle luci dello start, alle luci dei bar, ai lumini, si può passare dall'asfalto, al lastricato e al ciottolato. Trovi la zona degli accompagnatori, degli atleti che hanno gareggiato prima, trovi le persone sedute nei bar e nei ristoranti, nei locali, che passeggiano. Gente che fà da sfondo ai bastioni, al porto, al mare, alle viuzze intime di Alghero, ai cannoni, alle torri, ai giardini, alle piazze.. solo correre ti dà l'idea di questo percorso. Sarà per questo che ci torno sempre, come forse ho detto anche negli altri post, è una classica. Come una classica, anche il contorno rimane un classico: le gare dei bambini, le non competitive, la cena finale. Anche quest'anno il menù organizzativo si è quindi mantenuto sugli standard degli anni passati. Non saprei che dire in più rispetto agli anni passati (2008, 2009 e 2010). Invece vi racconterò una divertente e rammaricante curiosità: mentre mi riscaldavo con mio padre (e nel frattempo si svolgeva la non competitiva) numerose persone che passeggiavano ci facevano notare che non si faceva, non si doveva tagliare, che eravamo furbi. Uno in particolare con un sorriso da chi ha scoperto chissà che cosa, borbottava qualcosa di questo tipo: eh guarda questi, ma dove stanno andando, etc. etc.... così mi sono girato e con un sorriso che gli faceva capire: sei in perfetto errore e non hai compreso niente, gli ho spiegato che io dovevo partecipare alla gara seguente. Insomma, morale della favola: la gente vede il peccato negli altri e non ci mette niente a infangarli, si poteva pensare che seguivamo la non competitiva oltre la recinzione perché ci eravamo ritirati, perché ci potevano essere altre corse, potevano vedere che parlavamo tranquilli e non eravamo neanche sudati.. ed invece no. Devo capire come si faceva a pensare che stavamo tagliando, se a passare lenti tra il pubblico, i bar e i vicoli si perdeva il triplo, se non di più, del tempo. Per fortuna son contento di essere un podista, la corsa ti insegna a badare a tè stesso piuttosto che ad altri. Non dico che bisogna estraniarsi, ma è vero che prima di saltare a conclusioni bisogna analizzare tè stesso e il contesto. Ecco, se noi, se la Corri Alghero in questo caso, il podismo con le sue manifestazioni trasmette questo messaggio, allora siamo a buon punto, allora possiamo educare anche noi. La corsa è uno sport che più di altri stimola l'onestà su se stessi. Passando di nuovo alla gara e ad un ultima analisi si può dire che anche questa volta me la cavo: finisco secondo di categoria. La Corri Alghero con il suo particolare tracciato però mi ha detto che c'è qualcosa che non va e anche stasera, in un allenamento, ho notato che il fisico sta risentendo di qualcosa. Sicuramente in questo periodo mi manca un po di concentrazione che spero di recuperare per ottobre. Ora mi mancano da fare solo le gare più dure e sono un po giù di tono, ma proprio per questo conto di recuperare ed di aver trovato già il fondo di un ciclo. Quindi archivio la Corri Alghero come una giornata importante per quest'anno e spero di esserci per il prossimo anno, magari, e sopratutto, per andare meglio.

giovedì 15 settembre 2011

Agosto 2011

2 agosto: 46,2k a 4'35''/km
4 agosto: 5,6km a 4'28''/km di mattina + 5,8k lenti e 6,7k a 4'12''/km di sera
5 agosto: 10,6 km lenti
6 agosto: 6,3km alla 12^ Corri Banari a 3'47''/km
8 agosto: 8 x1000 a 3'48''/km rec 3' fermo
10 agosto: 47,8K a 4'55''/km
11 agosto: 5,8km lenti + 4 x 1000 a 3'57''/km rec 3' fermo
13 agosto: Gara Ploaghe 5,080km a 3'43''/km
14 agosto: 11,5km a 4'21''/km
15 agosto: 6 x 1000 a 3'36''/km 3' rec fermo
16 agosto: 16,3k a 5'06''/km
17 agosto: 10 x1000 a 3'41''/km 2' rec fermo
19 agosto: 3,7km a 4'29''/km + 3' rec + 1500 a 3'26''/km + 5,4km a 4'41''/km
21 agosto: 17,7km (Dal mare alla Montagna 2011) in 1h 25'09'' a 4'49''/km
24 agosto: 12,3k a 4'38''/km
25 agosto: 6 x 1000 a 3'31''/km 3' rec fermo
27 agosto: Gara Oschiri, 4,650 a 3'44''/km
28 agosto: Gara Mores, 4,850 a 3'41''/km
30 agosto: 20,6km a 4'28''/km
31 agosto: 31,2km a 4'42''/km

martedì 6 settembre 2011

XI Ossi Tissi Usini (13,840k circa) 58'08''



Il 4 settembre, a 24 ore di distanza dalla gara di Stintino è stato il turno della sopracitata corsa podistica. Lunghezza di circa 13,5 – 14k, a seconda delle misure (3 anni fà avevo dato per buono 14), è uno dei percorsi più interessanti, tosti e massacranti della zona. E' parecchio faticosa e quest'anno, siccome si partiva da Ossi, ci tocca il giro nel senso più difficile, in quanto tutta la parte in salita è concentrata verso la fine. Inoltre, come 3 anni fa, si percorrerà un pezzo aggiuntivo in gruppo compatto che prevede una discesa molto pendente, ma fatta da tutti un po piano, e una salitella già abbastanza impegnativa. In realtà il gruppo compatto non c'è stato e dopo poche centinaia di metri gli atleti erano già sotto pressione. Io, dopo il giro dentro Ossi, mi ritrovo 7° ad inseguire tra il primo ed il secondo gruppo, ma quasi subito però si prende la prima discesa in cemento. Appena la strada inizia a scendere, mi riporto come un pazzo sulla testa della gara, prendo la discesa a tutta e provo a guadagnare secondi. Oggi ne ho poco, so di essere inferiore sul falsopiano, più che negli altri giorni, e nonostante mi renda conto che con questa azione potrei risentire subito di dolori ai quadricipiti e ai tibiali, mi butto ugualmente. So anche che di certo tutto ciò mi spezzerà un po il fiato, ma se riesco a tenere, a stringere i denti, ad avere un po di velocità anche negli altri terreni e anche fortuna, posso gestire bene una gara di inseguimento. Fatto sta che dopo 2km mi trovo in testa alla gara con i primi 4, e sicuramente avranno creduto che fossi un pazzo, ma mentre il giorno prima non li ho visti neanche con il cannocchiale, oggi mi sono divertito a tornare sotto dopo che mi avevano già staccato. Di quel gruppo di 4, il vincitore mi darà all'arrivo quasi 9 minuti e un altro, quello più vicino a me, poco più di 3. Diciamo che da qui inizia la mia gara vera e propria, invece che quasi 14, sono quasi 12 da fare. Mah, tornando indietro l'avrei rifatto: ci ho preso troppo gusto a tirare così tanto in quel tratto! Comunque, dopo questo divertimento un po troppo esagerato, sto in scia e mi faccio staccare pian piano, risento un po della discesa e dello sforzo fatto con le gambe, ma sento di avere del margine, ho messo da parte dei secondi per me preziosi. Se tengo abbastanza in questo tratto sali e scendi che segue, posso poi arrivare alla lunga discesa per Usini che termina a circa il quinto km e mezzo di percorso, potrei poi provare a vedere che succede e in che situazione sono messo, magari in quel tratto potrei anche riposarmi un pochino senza perdere tanto. Naturalmente, nel frattempo, mi riprendono in tanti e mi ritrovo in 11^ posizione. Nella discesa seguente andrà meglio del previsto, ritorno sotto al secondo gruppo e riguadagno almeno 15 secondi o forse più. Si sale poi per Usini e alla fine della salitina, dentro il paese, perdo nuovamente. Inizia la mia corsa solitaria in piena difesa. Manca solo una discesa, in quest'ultima guadagno qualcosina, forse niente, inizio ad essere stanco, e le gambe non mi possono sostenere più per queste sparate, il secondo gruppo, invece, è ormai lontano. Ora inizia la parte più difficile, con le gambe pesanti e le salite devo cercare di mollare il meno possibile. Il tratto più duro di circa 500 metri lo sento parecchio, ma imposto il ritmo e non è un problema irrisolvibile. Si sale ancora, ma si può già parlare nuovamente di corsa e non di un piede dietro l'altro. Ancora sali e scendi ci accompagnano dentro Tissi e una salita dentro il paese c'è lo fa lasciare. Ora siamo in piano, mi raggiungono la prima delle donne e il mio compagno di squadra. Ne hanno di più, ci aiutiamo un po, provo ad anticiparli in una breve discesa di qualche decina di metri, fortunatamente cementata rispetto all'anno scorso, poi provo a dare il tutto per tutto insieme a loro, fino alla fine. Perderò queste altre due posizioni ma non farò un brutto tempo, anche grazie a loro guadagno qualche secondo in meno. Nell'ultimo km naturalmente perdo di più nel rettilineo finale che nell'ultima salitina per entrare a Ossi. Sono arrivato senza altre energie, ho dato tutto, mi sono goduto solo gli ultimi cento metri in cui non potevo più fare niente. Durante la corsa avrei giurato che sarei scoppiato ed invece eccomi qui. La media è alta, quasi intorno ai 4'13''/km ma la dice tutta sul percorso, sempre molto pesante e che condirà il lunedì e il martedì seguente dei soliti dolori, per la verità quest'anno meno pesanti, comunque fastidiosi. E' la quarta volta che termino questa gara, ed è ogni volta un ritorno alle mie origini podistiche, era stata la mia prima gara, questa volta è la numero 86. Più di 28 gare per anno. Sono molto soddisfatto anche per il risultato, sono arrivato 13° e sembra che le distanze che ho percorso durante la prima parte del 2011 mi abbiano un po aiutato su questi percorsi. Ho notato che cedo ma non di colpo, e, nonostante la tattica di gara suicida, non risento più del normale nel seguito. Forse, non prendendo forte le discese sarei andato un po meglio, ma non ne sono sicuro. Sono contento perché ho fatto quel che mi passava in testa e mi sono divertito parecchio. Rispetto al 2008 ho anche potuto vedere sullo stesso identico percorso il miglioramento che ho avuto: sono 6' 27'' in 3 anni. Non so come valutare questo dato, non sono bravo a capire quanto si può migliorare di media in un anno (in questo caso circa 2'10'' su circa 1h ora di gara sono il 3,6% nell'ultimo anno). Devo dire che mi rende molto ottimista!! Per il resto, a Ossi, ho fatto anche quest'anno delle grandi chiacchierate e poi, poco prima delle premiazioni, una grande mangiata al rinfresco “Tavola Sarda”. Alla prossima...

domenica 4 settembre 2011

4^ edizione Stintino Corre 5,130k 18'36''





Ieri sera a Stintino ci stava per scappare una tempesta, ma per fortuna ci si è divertiti lo stesso e la gara si è disputata senza problemi: tuoni, fulmini e lampi si sono tenuti lontani. Circa 5km di bellissimo percorso panoramico (nella mia pignoleria userò per la mia media 5130 m) con la strada viscida ci hanno accompagnato per cale e calette fino al giro di boa. Il ritorno per il paese è molto suggestivo. Quando per una delle ultime curve ci si apre a noi la prima parte del porto si è al massimo della bellezza. Un calore umido che saliva dall'asfalto e i fulmini già lontani facevano venir voglia di altra pioggia per rinfrescarti, ma il vento del ritorno ha fatto sentire di meno la tipica sensazione del pesce fuor d'acqua. Una corsa un po particolare, con una breve discesa appena dopo la partenza, per uscir dal paese, dove il piede faceva fatica a tenere l'asfalto. L'aria era difficile da respirare e anche al ritorno la scarpe facevano difficoltà ad aderire. Infatti, siccome il percorso era esattamente uguale all'andata, al ritorno ritroviamo la salitina per entrare nell'ultimo rettilineo d'arrivo, e bisognava cambiare totalmente il movimento naturale di gambe per trovare un gesto con cui trasmettere spinta al suolo. Un ultima volata in curva ed è finita. Non ho molto da scrivere su questi 18 e poco più minuti di gara.



Una partenza veloce, resisto fino al giro di boa, che arriva velocissimo. Risento un po nel tratto leggermente in discesa ritornando al paese e poi tengo duro nel finale. Ho tanto bisogno di ossigeno, ma non mi sento sfiancato, in disagio come in altre occasioni, chiudo bene a 3'38''/km di media. E' la gara più veloce da me disputata in quest'anno. E se non è la più veloce, per effetto di una misura impossibile da definire perfettamente, la ritengo migliore in ogni caso, per via del caldo, dell'umidità e della strada scivolosa. Sono molto contento!! Peccato per lo scenario rovinato dal tempo meteorologico, ma Stintino era bella anche così, anche con quelle raffiche di vento. Prima della partenza veniva una voglia matta di correre, ci si sentiva un po elettrici. Più tardi la giornata si conclude con un ottimo rinfresco a base di panini, tramezzini e frutta. Le premiazioni fortunatamente si svolgono sotto una pioggia sottile che fa tanta atmosfera e poi a casa. Ottima giornata in una meta turistica bellissima. Peccato per gli scempi che mi creano piaghe nell'ottimismo, mentre percorro la strada di andata e ritorno: potevamo nuotare nell'oro, si è sbagliato tutto.

giovedì 1 settembre 2011

Corri San Giovanni Battista 4,850K - 17'53''

Domenica mattina, a poche ore da Oschiri, vado a correre anche nel bel paese di Mores. E' un centro che conosco poco e quindi mi fa proprio piacere metterci piede in questa mattinata frizzante! Anzi c'è proprio freddo!! Passa un oretta ed invece si inizia a sudare. Nel frattempo, dopo le consuete e piacevoli chiacchierate, inizio a scaldarmi. Le gambe sembrano pesanti e mi sento stanco. Continuo però a riscaldarmi e fare dello stretching e la situazione migliora un po'. Sorpresa: riducono anche di un giro il percorso, mi prende un po di smarrimento, dai previsti 6600 metri scendiamo ai 4,850k circa da me misurati e che prenderò per buoni nel calcolare la media finale. Comunque non mi perdo d'animo, cercherò di stare attento alla partenza veloce! Per fortuna il circuito è molto carino. Partenza in leggera salita e subito dopo c'è una discesa, che inizialmente un po' pendente, si trasformava in poche centinaia di metri in un piano. Subito dopo di questo, una breve salita e due curve in discesa, ci riportavano alla base della leggera pendenza che chiudeva l'anello. Subito dopo lo sparo le mie brutte sensazioni erano sparite e dopo una partenza relativamente cauta proseguirò con il mio passo. Non sono veloce neanche questa volta, fatico abbastanza, ma sento le gambe più forti, tanto che alla fine del terzo giro provo a forzare, ma dopo un centinaio di metri dell'ultimo giro mi trovo al limite. Concludo con pochi cambiamenti la mia corsa. Questa volta recupero un po prima e capisco che oggi, se non sono andato meglio, ho almeno tenuto la media. Alla fine calcolo che rispetto al giorno prima ho fatto 3''/km meglio. Devo dire che però questo tracciato è molto scorrevole e presenta quelle due o tre curve in meno che ad Oschiri fanno rallentare leggermente nel cambiamento di direzione. Inoltre il percorso più vario mi ha leggermente favorito, e l'ampia visuale mi permetteva di faticare di meno. L'aria leggermente più fresca e la sensazione piacevole e tranquilla che regala questo paese ha fatto il resto. Le premiazioni si svolgono con molta intimità e dopo di queste si fa anche una bella estrazione con tanti simpatici oggetti. Tra i fortunati ci sono anche io! Doppio premio!! sia quello tra i primi 30 arrivati che l'oggetto dell'estrazione, un grazioso portatovaglioli in ceramica! Come se non bastasse ci spostiamo di un centinaio di metri dove, vicino al palco per concerti, montato in un piccolo anfiteatro, viene servito il rinfresco. Pizza, salsiccia, olive, formaggi e frutta son ben graditi. Un signore poi mi spiega che il giorno dopo canterà Dolcenera. Ancora mi mangio le mani per non esserci andato. Per chi non mi conosce, Dolcenera è una delle mie cantanti preferite :) Basta anche questo per rendermi questo paese ancora più simpatico. Mi giro, guardo nuovamente la cartolina del campanile della Chiesa parrocchiale e delle rocce lassù.. quel profilo che incornicia queste case.. alla prossima.

martedì 30 agosto 2011

5^ sapori di corsa 4,750K - 17'21''




Sabato sera son tornato a correre ad Oschiri per questo classico appuntamento. Sarò breve: questa è una gara che merita molto per la quantità e qualità dei premi messi a disposizione, per la completezza delle categorie partecipanti, per il rinfresco finale a base di Panada e per l'ottimo scenario di svolgimento della gara. Quest'anno poi si è migliorato molto nei tempi di svolgimento delle corse stesse, quindi il peso della serata si è sentito di meno e un po timoroso vedevo già le donne correre la loro prova. 12 mesi fa scrivevo che i km da percorrere erano circa 4,750. Quest'anno misure più appropriate del satellite e di qualche Garmin mi fanno pensare a circa 100 metri in meno. Poco male, in ogni caso è lo stesso tracciato. Il mio tempo era 17'05'', mi dico: vediamo cosa riesco a fare!. Parto abbastanza bene, poi inizio a soffrire fin da subito. Al 2° dei 5 giri inizio a chiedere pietà. Sono già affaticato. Vedo tutti volare via, quasi mi diverto per questo contorno intorno a me che va a una velocità di un altra dimensione. Mi sento così lento. Comunque tengo duro, stringo un po i denti e finisco tutti i giri. Passo sotto il traguardo e guardo il crono: 17'21''. Non male, penso! 3'39''/km o 3'44''/km di media a seconda di quanto è la distanza. Sono sopratutto 16 secondi in più rispetto alla volta scorsa. Va molto bene!. Da un certo punto di vista sto migliorando. Nelle gare di questi ultimi mesi, questa è quella in cui mi sono avvicinato di più al mio vecchio tempo. C'è invece da considerare che un anno fa avevo fatto la gara di Berchidda il giorno prima. Ma questa volta non andavo proprio, quindi penso che le due prestazioni possano essere messe a confronto. Che dire di più? Niente di speciale perché è tutto ottimo! È sempre un piacere tornare in questa zona e testarsi in tracciati conosciuti! Ah si.. poi è magnifico il doppio passaggio ravvicinato nei pressi della partenza. Gli accompagnatori e il pubblico può vedere la gara praticamente in evoluzione costante, il cambiamento delle posizioni praticamente ogni 450 metri! Fantastico!! e poi la mole di tifo che si può fare in questo modo è entusiasmante!! Oschiri!, spero che l'anno prossimo potrò volare meglio intorno alla tua chiesa della Beata Vergine Immacolata. Tra qualche giorno poi devo ancora raccontare qualcosa di Mores, teatro di gara della domenica mattina seguente. Esperienza molto positiva! Sia per me che per mio padre che porta a casa anche lì un 4'27''/km di media. Piano piano stà migliorando! Vi lascio al mio 2° posto di categoria.

martedì 23 agosto 2011

10^ "Dal mare alla Montagna" 17,7km 1h25'09''




E' già passato più di un giorno dalla 10^ edizione della “Dal mare alla Montagna”. Questa tosta competizione doveva essere la mia gara d'esordio nel 2008. Motivi burocratici l'avevano fatta saltare, l'anno dopo, invece, l'avevo completata con mia grande soddisfazione. Nel 2010, nuovamente, non ho potuto partecipare per un importante impegno, ed ora, un altro anno è passato. Non potevo farmela scappare, avevo molta voglia di riprovarla. Qualche giorno prima, e fino a poche ore dallo start, questa corsa mi metteva un po di tensione: è l'indice che mi aspetto dalle gare che mi stimolano particolarmente, quelle che mi piacciono, quelle atipiche. Posso dire che se una gara mi fa timore e mi mette un po di preoccupazione, quella è una gara che mi interessa molto! La "Dal mare alla Montagna" parte dalla spiaggia di Poglina, posta a pochi km da Alghero, sulla panoramica che va verso Bosa, e arriva fino al paese di Villanova Monteleone. Essa è un bel test, una vera e propria sfida in miniatura: è 17,7 km circa (rispetto all'anno scorso, misure più accurate, mi mettono nella posizione di indicare cento metri in meno), quasi 700 m di dislivello, temperature delle 18 di pomeriggio di un agosto sardo che spesso vede le sue ultime fiammate proprio durante questi giorni e un sole riflesso sul mare che ti cuoce letteralmente. Questi che ho elencato sono alcuni dei punti che fanno di questo percorso una delle gare più dure della Sardegna, o perlomeno, una di quelle che ho disputato. Se poco poco la si prende sottogamba diventa molto molto faticosa. I primi 4km sono semplici, sali e scendi che invogliano a spingere, ti si asciuga la bocca ma non senti fatica, e solitamente chi ti sta davanti ti porta a spingere troppo. Dopo questo tratto inizia la salita più dura, costituita da curve e tornanti esposti al pieno sole: ti fanno capire quanto hai fatto lo stupido nel primo tratto. Se inizi questo ostacolo con il fiatone sei spacciato! Quando si vede il rifornimento ai piedi della salita sembra di iniziare “Les Deux Alpes” o qualche altra importante salita dei giri ciclistici più importanti del mondo. Non è tutto: la nostra gara in questione sembra che comprenda due salite principali, questa che sto analizzando e quella più semplice che porta a Villanova, di cui parlerò in seguito. Ma è un errore, pensandoci bene ha 3 salite. La prima (di circa 4600m) infatti presenta una breve discesa dopo 2,3 km, in cui sembra di recuperare, invece ti dà solo un piccolo sollievo per la più ben difficile seconda parte in cui un lungo rettilineo ti illude, ti fa pensare che la tua sofferenza giungerà al suo termine, quello ben visibile lassù. Nel frattempo ti logora la volontà, ma ci può stare, pensi che alla fine di questo lunghissimo taglio nella parete tutto giunga al termine, sopporti la fatica. Solo un passo costante ti lascia quasi indenne. In realtà, questa seconda salita, presenta altri 400 metri ben nascosti dal monte, dove chi ne ha di più inizia a scapparti via dalla vista. Da qui la corsa diventa più fresca, si scende, lontano si vede la montagna di Villanova Monteleone: devi arrivare là dietro, il paese è un po più avanti e ben nascosto. Il corpo inizia a farti capire subito quanto hai speso, non si riesce a recuperare perfettamente lo sforzo precedente che difficilmente si è riusciti a modulare. O si recupera o si continua a spingere con una lieve difficoltà, cercando di non perdere posizioni o di andare a recuperarle. Non ci si può fermare, siamo a metà gara e bisogna darsi una mossa! Chi ne ha acquista distacco sugli inseguitori e raggiunge discretamente e velocemente l'incrocio che fa da segnale d'inizio alla seconda salita. E' quella che accentua le differenze. Se la prima salita bene o male può solo succhiare le tue energie, questa ti fa pagare il conto. Sono circa 5km abbastanza continui, che non presentano grosse pendenze, qualche tratto un po' più leggero della media e qualche altro un po più pesantino. Si può fare molta velocità, ma solitamente a me inchioda le gambe. Quest'anno però è andata decisamente meglio e non mi sento di dire che abbia avuto grossissime difficoltà. In ogni caso, la parte finale dell'ultima asperità, è una liberazione. La strada si fa piatta e poi, all'entrata del paese, si butta in discesa. Numerose persone del centro cittadino ti fanno il tifo e molti ti incitano dicendoti che dietro non hai nessuno, che sei arrivato, che sei bravo, che manca poco alla fine. Vai avanti e, dopo la prima ondata di applausi, arrivi alle ultime centinaia di metri. Se ti guardi indietro la strada non ha più l'ampia visuale di prima e temi che da dietro la curva ti sbuchi qualcuno che scende a 2'30''/km e ti bruci in seduta stante!! Bambini ti corrono affianco e molti ti chiedono il “cinque” da dietro le transenne. Io, per fortuna, sono in solitaria, non devo fare volate, passo da una parte all'altra e cerco di accontentare quante più mani posso. In un caos che non senti, perché lo scenario generale ti distrae completamente l'udito, si arriva sotto l'arco. Vedo quasi per caso il display che segna 1h25' e 09'', mi scappa un gesto di gioioso rammarico: generalmente, in queste occasioni, si preferisce vedere un minuto in meno e la cifra 58 – 59 tra i secondi. Sono contentissimo lo stesso, speravo in 5 minuti di miglioramento, ho migliorato un po' meno, ma 1h e 25' era un obiettivo da avvicinare il più possibile. Sapevo che valevo questo tempo e il difficile era realizzarlo, non si sa mai cosa può accadere. Rispetto al 2009 tolgo 4'19'', 2'10'' per anno: mmmmmmm.... non sò come interpretarlo... riflettendo sui dati delle Sassari - Osilo avrei dovuto migliorare 4'07''... previsione rispettata... ma con un Ma e anche un Forse.


Se scendiamo più nel particolare, la mia gara è stata abbastanza armoniosa, forse troppo forte nella prima salita, sicuramente con un calo nel finale, ma senza evidenti cedimenti. Sicuramente nei tratti “semplici” devo lavorare di più e il gap, su questo terreno, lo devo colmare, soffro troppo e non riesco a faticare bene come nel tratto più pendente. D'altra parte sono soddisfatto della prova e mi sembra che rispetto a gare più corte e veloci sia andata un po meglio, mi son sentito più a mio agio. Cambiando discorso, questa gara mi ha lasciato stupito per la sua bellezza umana, si nota molto di più il tifo del pubblico del paese, e anche quello del popolo podistico assume una sfumatura caratteristica. Accompagnatori e podisti non in gara si trovavano numerosi lungo il percorso per sostenerti e tenerti su. Mentre nelle gare che possiamo definire "normali", a questo aspetto normalmente ci si assuefa, lungo i tornanti e questi 18km la gioia di avere accanto a se, anche se a bordo strada, una compagnia nella fatica e che fa il tifo ai partecipanti, praticamente indistintamente, risulta di forte impatto. Quando anche chi non doveva correre viene per vedere e per dare una mano, per godersi il suo sport da fuori, nonostante il mare a due passi e l'aria che ti brucia, allora si è raggiunta la materializzazione di ciò che una passione può far nascere. Devo dire che poi sono stato contento anche dei rifornimenti, erano abbastanza numerosi. e grazie a tutti, l'acqua non è mai stata un problema per nessuno. Anzi, non vorrei esagerare, ma il caldo l'ho sentito solo per qualche centinaio di metri nel cuore della seconda parte della prima asperità, quando il riflesso del sole sul mare mi bruciava la guancia destra. E' stata dura, mi piace che sia stata così dura, perché in questa fatica ho capito che sensazioni percepirò se dovessi diventare più bravo. Ringrazio ancora tutti quelli che hanno fatto il tifo e che hanno seguito la competizione!! Fa sempre molto piacere e ci si sente meno soli, soprattuto ci si diverte molto di più, tutti insieme!!
Il primo posto di categoria è una ciliegina sulla torta, ma molto di più mi piace pensare che arrivo a sfiorare le prime dieci posizioni assolute, arrivando 13° maschile e 16° assoluto (la Pinna, la Manca e la Pili sono straordinarie). Servono ancora circa 3-4 minuti per entrarci, ma se penso alla media stratosferica di Rutigliano, che nonostante non migliori il suo record di 1h03'50'' fa registrare 1h06'48'', allora forse ci posso riuscire, 240 secondi non sembrano così tanti.
Pensare di rifarla mi mette un po di agitazione, sicuramente è un banco di prova a cui tengo specialmente e porterò rispetto.



lunedì 15 agosto 2011

Ploaghe, (7° Memorial Lello Baule - 8° Zio Mario) 5080 18'53''

Nel sabato pomeriggio appena passato sono andato a Ploaghe per una interessante gara molto veloce. Insomma, 5080 metri per me sono proprio uno scatto, lo vedo come un 400, che mi fa arrivare a lingua fuori e in cui non mi trovo molto bene a differenza del reale giro di pista! Siamo nel tracciato abbastanza piatto, metà tendente a salire e metà in discesa, realizzato nel bel teatro costituito da Corso Giovanni Spano, davanti alla carinissima "Caffetteria da Mario". La manifestazione vedeva partecipare le categorie dagli esordienti C ai Senior. In pratica è stata una lunga sfilata pomeridiana di podisti. Il paese si è dimostrato molto partecipe, soprattuto lungo la via principale. Il fascino della serata era dovuto, infatti, anche alle persone, che affacciate ai balconi e alle finestre delle abitazioni, seguivano con interesse le competizioni. Non so perché ma la serata è passata molto velocemente e prima della categoria assoluta e subito dopo la categoria femminile è toccato a noi. Devo dire che questa volta mi son riscaldato con più entusiasmo e ho addirittura fatto qualche piccolo allungo, un mio aspetto insolito che non mi capitava da tempo. La serata non è caldissima ma non sarebbe stato un problema: c'era tantissima acqua a disposizione degli atleti, sia lungo il percorso, sia nel punto di partenza. Bevo l'ultimo sorso qualche minuto prima della partenza e siamo al via. Parto molto meglio di una settimana fa: questa volta riesco a seguire i primi per almeno 1km. Non riesco mai a capire se sono loro che partono piano oppure se sono io un po' più sciolto. Mi sento bene per circa 1500 metri e poi inizio a rallentare e perdere nettamente le posizioni di avanscoperta. Chiudo il 1° giro a 3'33''/km circa. Il secondo giro sarà più difficile ed infatti la media di questi 1280 metri precipita a 3'46''/km. Nonostante abbia fatto la salita più veloce ho dovuto moderare la spinta per il resto del percorso, sopratutto dopo la chiesa, nel punto più pendente del tratto in discesa, dove non riuscivo a spingere. Nel 3° giro mi difendo e farò l'anello più lento, lo chiudo in 3'50''/km di media. Nell'ultimo, complice una piccola progressione finale, chiudo nuovamente con una media di 3'45''/km e una media totale di 3'43''/km. Tutto sommato sono contento, non mi aspettavo questa velocità.

Rispetto all'edizione di 2 anni fa miglioro il mio 19'10'' con il nuovo 18'53'' e con la certezza che il tragitto è leggermente più lungo: sono quei 5080 metri che avevo ipotizzato la prima volta. La mia posizione finale nel gruppo è molto arretrata rispetto alle altre gare, ma nonostante ciò, sento di aver fatto una bella prestazione. Anzi, questa bellissima serata di Ploaghe mi ha portato a capire che ho migliorato nel recupero, le gambe mi hanno sostenuto anche se non avrebbero dovuto essere in grado di farlo e noto anche quanto al diminuire del percorso perdo terreno rispetto agli altri, ma è un aspetto positivo che dovrò confrontare e confermare in qualche gara più lunga, per meglio capire se allenamenti più lunghi mi abbiano dato qualcosa in più nelle corse oltre l'ora. Anche questa gara veloce, comunque, viene portata a casa e sono proprio contento di averci partecipato. Ploaghe mi ha sempre regalato belle emozioni e per il memorial a cui è dedicato questo evento hanno sempre realizzato ottime cose. Anche questa volta infatti non hanno fatto mancare un bel rinfresco e degli ottimi premi, tra i quali anche quelli speciali in memoria di Zio Mario e Lello Baule. Vi lascio alla foto della mia premiazione e mi auguro di poter partecipare anche l'anno prossimo.