Il mio sogno? trovare l'anima della corsa.. e della vita.
Visualizzazione post con etichetta Gare 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gare 2009. Mostra tutti i post

domenica 29 novembre 2009

Osidda 7120m - 27'28''


Oggi ero ad Osidda dove io e mio padre abbiamo partecipato al 3° Trofeo Osidda di Corsa nel tempo. Un bellissimo paesino di nemmeno 300 abitanti che si trova a pochi km dal fiume Tirso a sud est di Ozieri nella provincia di Nuoro. Qui l'agricoltura, la pastorizia e l'artigianato hanno conservato gli aspetti del passato e le stesse tradizioni di allora. Il centro abitato conserva le basi architettoniche originali. Piccole e caratteristiche casette di granito si arrampicano nelle strette viuzze lastricate del centro storico, dove spiccano balconcini in ferro battuto sostenuti da mensole anch’esse di granito.
Qui a oltre 600 metri l’aria è frizzante anche se son quasi le 10 del mattino e oggi correrò con la doppia canotta anche se tra una gara e l’altra dei bambini si farà mezzogiorno. Ritrovo Ivo e Giuseppe e il mio compagno Alessandro. Anche con loro continuo la mia perlustrazione turistica-sportiva del percorso di circa 890 metri poi ridimensionati a 835 m con Google e GPS. In ogni caso mi lascio andare, sia prima con mio padre, poi con loro, a fare tante fotografie delle tipiche casette della Barbagia. Ritrovo anche Fausto con cui scambio sempre con piacere qualche parola e tra una cosa e l’altra inizio un po’ a riscaldarmi. Faccio ancora un giro e studio un po’ le curve in discesa, sembrano far preoccupare ma in gara non daranno per niente problemi, anzi alle volte sembra di essere la pallina all’interno di un flipper, in una curva in particolare ho la sensazione di essere l’acqua di un torrente impetuoso di montagna che sbatte sul granito. Penso ancora a come ha fatto Rutigliano a passare così veloce in quei punti. La gara stà per partire, oggi il tempo sembra passare molto in fretta, son molto contento di esser venuto e il paese mi ricorda il ciclismo, sport che mi aveva fatto passare da queste parti più di una volta.
La giornata è bellissima e anche il corpo sembra rispondere bene. Tanto bene che forse in partenza esagero un po’ e vado subito davanti in mezzo a gente che so benissimo mi sorpasserà di lì a poco. In questo modo cmq mi evito del caos alla partenza e poi mi lascio sfilare pian piano. La gara però è dura e già dal primo giro vado al limite e faccio tanta fatica. Farò 8 giri così, con botta psicologica al quarto quando penserò..caspita ancora 4 di questi !!! Però pian pian i giri passano e l’ultimo lo farò relativamente con facilità. Osidda quindi mi mette in difficoltà ma io mi son divertito tanto: sali e scendi, curve strette..cosa chiedere di più..non un metro uguale all’altro, partenza relativamente piana, curva a destra e sinistra abbastanza larghe, discesa sempre più pendente fino alla prima stretta chicane su ciottoli grossi che sembrano staccarsi al nostro passaggio, nuova curva a sinistra e destra..si gira intorno ad un piccolo orto cittadino con tanto di olivi e si và verso la strada principale, si rigira a sinistra e poi destra, si fa inversione a U lungo una ringhiera che qualcuno prende come perno per girare e di nuovo veloci in leggera salita per vie strette, passaggio del torrente di montagna a sinistra in discesa sfiorando il granito della casa che quasi quasi ci invitavamo a pranzo dalla signora e di nuovo curva a destra. Qui inizia la salita seria, sembrava quasi che invece del lastricato in granito il piede facesse più grip sul ciottolato e si supera questo breve muretto per tornare sul viale dell’arrivo. Mancano ancora 7 giri ^_^. La mia gara non capisco bene come è..la media è sicuramente poco sopra i 4. Probabilmente un 4’06’’-07’’ come ad Orani come versione più pessimistica, ma sicuramente qualcosa in più potevo fare. Il fatto che non riuscissi a spingere in salita e un costante fiatone mi fanno pensare che oggi il percorso l’ho sottovalutato un po’..i primi 2 giri poco più lenti mi avrebbero sicuramente avvantaggiato. Mio padre rispetta la sua media e sembra migliorare di 8’’/km rispetto ad Orani mentre la maggior parte mi sembra che abbia fatto più o meno gli stessi tempi a km. Continua a parlare e parlare con chi li capita..avesse cosi tanta forza nelle gambe, quanto fiato, sarebbe lì a sfidarmi ^_^.
Il dopo gara sarà rallegrato da premiazione, rinfresco e pranzo, e nel pomeriggio, faccio un breve giro intorno ad Osidda dove potrò ammirare il presepe con sfondo affrescato, la mostra dei quadri di Culeddu Bachisio e Raffaela Santona (molto gentili a rispondere alle nostre domande ed a mio parere molto bravi!) e assaggiare alcuni tipi di miele di un produttore che con gli spostamenti delle api in diversi luoghi riesce a creare almeno una decina di mieli di piante tipiche della Sardegna. Vi lascio alla foto della pemiazione con la presenza del Sindaco.

martedì 17 novembre 2009

Orani - 7750m 31'45''



Domenica mattina ero ad Orani per il XII Trofeo Sant’Andria, ultima tappa del CurriSardiniajò, il campionato regionale sardo che propone delle bellissime gare con premiazione finale.
Questo comune della Barbagia di Ollolai mi rivede con felicità al mio ritorno. Qui infatti son venuto anche a partecipare ad una o due gare (non ricordo bene) di ciclismo e nella stessa zona a pochi chilometri di distanza avevo partecipato ad una gara sempre di ciclismo, nel paese di Oniferi. In pratica questa zona ai piedi del Monte Gonare la conosco molto bene. Nonostante tutto la mattina inizia con qualche dubbio su quale strada prendere in prossimità dell’entrata del paese per poter arrivare al luogo dell’incontro. Infatti il paese è bello corposo e presenta una elevata presenza di edifici che nascondono meraviglie come la parrocchia di Sant’Andrea Apostolo che sarà parte della cornice del nostro percorso.
Da vedere però c’è ancora molto e oltre il santuario di Monte Gonare, il convento dei frati minori, chiesa di Sa Itria (davanti alla quale si passava alla prima curva) c’era ancora la torre Aragonese e il Museo Nivola. Proprio il museo sarà parte del percorso. La gara si snoderà per le vie del paese su terreno lastricato e ciottolato con presenza di parecchi sali e scendi con curve e controcurve.
Come già detto il percorso attraversa il parco dello stesso museo Nivola con la presenza di una breve rampa e un piccolo tratto leggermente tecnico insidiato da uno scolo dell’acqua laterale di una fontana.

Il percorso era della lunghezza di 1550 metri e si doveva ripetere 5 volte con passaggio e conclusione accanto alla sopracitata Sa Itria. La partecipazione alla gara è abbastanza elevata e prevede anche le gare delle categorie giovanili. Io devo essere sincero, un po’ invidio i senior o i master che si aggiudicheranno i primi posti e avranno nel premio finale anche il libro del museo. Anche altre volte avevo sottolineato il mio parere favorevole a questo tipo di premio oltre ai premi in denaro e in natura e questa volta mi dispiace non poter gareggiare per riuscire a ricevere questo premio in quanto non sono nella categoria e nel livello per ottenerlo. Cmq mi fa molto piacere che ci fosse. Il libro probabilmente racconta quanto detto nelle pagine del sito di Orani nella sezione dedicata a Costantino Nivola. Inaugurato nel giugno del 1995, il museo Nivola sorge a sud-est di Orani. Il complesso, progettato dall'architetto Umberto Floris e dall'architetto Peter Chermayeff, è situato sul fianco della collina denominata Su Cantaru e si affaccia sull'abitato, dominando un panorama di grande suggestione. Consta attualmente di tre ambiti: gli spazi esterni, il grande ambiente chiuso dell'ex lavatoio e gli uffici. Le opere esposte documentano tappe significative del percorso artistico di Costantino Nivola, uno degli scultori più originalmente creativi del nostro tempo, e il rapporto, mai interrotto, con la cultura della sua terra di origine. Come se non bastasse la sera non potrò neanche andare ad una visita gratuita al museo per via di un rientro in anticipo a casa. Riuscirò però ad avere il tempo per mangiare qualcosa poco prima, al magnifico e luculliano rinfresco spettacolare che verrà effettuato all’auditorium.
Passando alla gara oggi devo sottolineare la presenza anche di mio padre, che sempre più appassionato dalla corsa credo che ormai si alleni quanto me o poco ci manca. Ad ogni modo fa un bel risultato arrivando 7° di categoria su 17. Inoltre una gara del genere lo mette a dura prova in quanto deve ancora rafforzarsi abbastanza per evitare qualche piccolo problema dovuto ai sali e scendi. Ma tutto va bene e nonostante parta anche troppo forte finisce con una bella media intorno ai 4’50’’/km. Io penso che a volte possa dare molto di più ma lo limita a suo dire la pesantezza alle gambe e non tanto il fiato. Io invece parto molto male, vengo superato da decine di atleti ma mi riporto subito intorno ai primi 20 nella salita appena oltre la curva. Lo scatto mi costa sempre un po’ ma decido di strisciare quasi sulle case per passare almeno 60 o 70 corridori e portarmi sulla visuale aperta senza perdere troppo tempo per il traffico. Da quel momento mi passeranno poche persone e farò sempre un passo simile in tutti i giri. Soltanto ai primi chilometri mi sento un po’ in difficoltà e rallento un poco nelle salite per poi lasciarmi andare di più nei tratti in discesa. Arriverò in buona posizione e anche questa volta contento di vedere intorno a me volti che prima faticavo a tener vicini. Per fortuna il piede non mi darà problemi. Il giorno prima avevo rimediato una sorta di livido che però si era gonfiato e presentava una sorta di nodulo duro causato probabilmente da uno scarpone troppo rigido e legato molto stretto.
In conclusione anche questa giornata è stata stupenda, ho scoperto un paese magnifico. La corsa ti dà la possibilità di vedere più scenari di un luogo e molto più intimamente, si è molto a contatto con l'ambiente che ospita la manifestazione e queste gare iniziano a darmi l’idea di un hobby sportivo-turistico che mi sta risvegliando il piacere di riscoprire la conoscenza approfondita della mia isola e che può essere esteso facilmente anche ai luoghi oltremare. Vi lascio a qualche altra foto del paese e del percorso:

lunedì 9 novembre 2009

Burgos - Bultei (17,3k 1h08'44'')


Ieri mattina ho partecipato alla ottava edizione della maratonina del Goceano, una splendida gara di questa bellissima regione storica della Sardegna che climaticamente separa con i suoi monti il sud Sardegna dai venti carichi di umidità che provengono da nord. Nelle sue pendici orientate a sud sorgono diversi paesini, tra cui Burgos, punto di partenza di questa gara. Proprio Burgos vanta uno splendido scenario per via del suo castello arroccato su una collina dai versanti molto accentuati (vedi foto sottostante). I ruderi del Castello del Goceano, detto anche semplicemente castello di Burgos, sono situati su una collina che domina l'abitato, fondato da Mariano IV d'Arborea nel 1353 intorno al castello, eretto per volere di Gonario, Giudice di Torres, nel 1134. In questo castello fu rinchiusa e morì nel 1259 Adelasia, l'ultima giudicessa di Torres, dopo il cui regno il giudicato cadde nell'anarchia, fino alla vittoria dei pisani sui genovesi per il dominio su quest'ultimo. Il territorio è ricco di attrattive naturalistiche, architettoniche e storiche e dal castello stesso, ma anche dai punti più alti del paese e dalla strada panoramica si ammira uno splendido panorama sull'intera valle del fiume Tirso. Nei dintorni del paese, verso la frazione Foresta Burgos, si possono visitare il bel nuraghe Su Fraile e i resti delle antiche e magnifiche foreste dalle quali, la frazione, prende il nome.

La gara di oggi vede un percorso di 16 km, (poi calcolati come almeno 17,3..forse per alcuni qualche centinaio di metri in più) che dirigendosi verso nord est attraversa altri 5 paesi, Esporlatu, Bottida, Bono, Anela e conclusione a Bultei. La mattina non è delle migliori, anzi ci manca poco che diventi delle peggiori, ma nel senso migliore del termine. Stando alle previsioni, tutto si avvera e batte quel vento freddo previsto che porta piogge e grandine a spruzzate molto forti. Ritiro il numero e mi chiudo in macchina, c’è molto freddo e son indeciso se mettermi anche i pantaloni lunghi. Alla fine decido di correre senza, ma con canotta tecnica sotto, maglia lunga e maglia di società sopra. Alle mani mi metto un bel paio di guanti in lana e son pronto per il riscaldamento. Sicuramente il pantalone sarebbe eccessivo ed inoltre bagnandosi diventerebbe una zavorra. Guardando in giro la maggior parte corre con la canotta, ma io sento molto il freddo e preferisco così.

Ancora ho in mente le gambe che si bloccano nella gara di Osilo, ed oggi non voglio avere per niente quel problema, devo correre per più di un’ora e se arriva il freddo, il sangue va a riscaldare gli organi vitali con conseguente blocco dei muscoli e calo della mia velocità. La partenza, per fortuna, sarà data anche un pochino in anticipo per evitarci di rimanere sotto l’acqua, quando nuvole minacciose si vedevano dietro le montagne e iniziava già a piovere. Il primo tratto di discesa di circa 1500 metri lo faccio con il gruppo big e mi sento veramente bene, neanche mi stanco e tengo bene il passo, son contento, ho preso una bella decisione ad andarmene davanti. Già questo mi appaga, è bellissimo vedere la strada libera con nessuno che ti scappa. So che durerà poco ma anche questo fa parte del divertimento. Ci sarà poi il fatto che non conoscendo il percorso, avrò fatto un ottima scelta. Infatti, arrivando subito a Esporlatu si passa in strette stradine di paese con rampe molto insidiose in discesa che mi ricordano un po’ la gara di Tissi, cmq niente di durissimo, ma con le gambe fredde ci si può far male. Essendo lì davanti e non in mezzo alla calca scelgo bene i punti dove passare e non ho grossi problemi. Il gruppo va via in modo deciso, ma è normale, i primi andranno sotto i 3’20’’/km. Usciamo dal paese e ci aspetta un pezzo della salitina verso Burgos, giriamo per la strada statale e ci dirigiamo verso Bottida. In questo momento iniziano le prime difficoltà, in alcuni tratti il vento mi fa da muro e le tre maglie mi danno un po’ fastidio nel movimento della corsa. Per un’attimo esce il sole e forse penso di essermi coperto troppo. Sinceramente non mi ricordo bene questo pezzo di gara, ma credo di aver tenuto un bel ritmo. Arriviamo a Bottida, l’aria, appena usciti dal paese si fa minacciosa, io accelero un po’ dentro il paese come era solito venirmi anche nelle gare di ciclismo (sarà il contatto con la gente?? o il fatto che c’è sempre poco vento?? Boh) e ci troviamo subito fuori, iniziano almeno 3 km di salita che non sembrano finire mai, vengo ripreso da qualcuno e mi accorgo dalle facce che è tutta gente che va forte. Mi accorgo di essere andato molto bene fino a qui. Inizia a grandinare, ora penso che ho fatto bene a coprirmi. Il petto non mi fa male, i muscoli delle gambe non raggiungono la temperatura sufficiente per bloccarsi e vado del mio ritmo. Certo, non sono in difficoltà palese, ma è critica per tutti, le scarpe son 2 secchi d’acqua, la mia maglia gocciola e per fortuna però i guanti sembrano non essere eccessivamente bagnati. Invidio un po’ la leggerezza di una sola canotta, ma non avrei finito la gara in quelle condizioni. Cmq tra tira e molla, il gruppetto che mi ha preso si divide un po’ ed il primo TM mi sfugge via. Questo gruppetto che si invola riusciro sempre a vederlo fino a qualche centinaio di metri per quasi tutta la gara mentre si allontana sempre più e per tutto il resto del percorso da qui in poi invece io farò il mio ritmo. Finita la salita per Bono ci aspetta una lunga discesa non troppo pendente, ma dove far andare forte le gambe. Vedo in lontananza una master molto brava insieme ad un gruppetto..anche se per la verità ognuno faceva il suo ritmo e spesso e volentieri c’era chi si avvantaggiava di poche decine di metri e poi veniva ripreso e viceversa. Cmq in questa sola occasione cercando per un pò di andare a riprendere il gruppo del TM, e per prima cosa la Master, mi metto d’impegno e cerco di scendere al meglio. Guadagno qualche decina di metri, poi il passo diventa sempre più pesante e la discesa meno ripida e devo rallentare. Mi aggancio con la Master e qualche altro e andrò con loro per quasi tutto il resto della gara dato che avevano più o meno il mio passo. Al penultimo paesino dopo la parte dei sali e scendi cerco di allungare nuovamente in discesa, vado bene fino alla fine nonostante improvvisamente la scarpa destra mi si stringe attorno al piede procurandomi dolore. Al ritorno sul piano e in salita però pago un po’ il conto e devo dire che ne ho poco, vengo ripreso dal gruppo che mi stava dietro e mi riaggancio a loro. Poi a circa un chilometro da Bultei o forse poco più, in un tratto di piano vengo ripreso anche dal secondo Tm, proprio non c’è la faccio ad agganciarmi e nell’ultima discesa per Bultei mi sgancierò anche dal gruppetto della master finendo a poche decine di secondi da loro. In questa discesa ormai sento le gambe doloranti e capisco che probabilmente ho dato tutto e che questa gara era molto muscolare.


Oggi ne ho la prova, dolori muscolari, per me molto rari, ancora mi accompagnano. Nonostante tutto la media finale calcolata per il mio tempo di 1h08’44’’ mi dice che son sceso leggermente sotto i 4’/km e non devo far altro che rallegrarmi di questo risultato. Il percorso, che mi è piaciuto molto, era dispendioso ma regalava buoni tempi se si aveva forza per spingere in discesa e resistenza per fare una buona salita per Bono. Anche l’ultimo tratto non era da sottovalutare, si può pagare caro, più del normale se si arriva troppo stanchi.
Tornando alla gara penso che probabilmente potrei aver fatto un errore nel non bere neanche una volta durante i rifornimenti..nonostante l’intuito mi abbia fatto scegliere per questa opzione. Anche non avendo sete probabilmente 2 o 3 sorsi non mi avrebbero fatto male, anzi.. All’arrivo cmq vengo accolto da bicchieri di tè caldo, una novità per me, che avevo letto solo nei blog. Infatti credo sia la prima volta che lo trovo. Un ottima scelta! La premiazione avverrà in breve tempo dopo la fine della gara e ci sarà ad accoglierci un buon rinfresco con tanto ben di Dio.
Ora mi rimangono le immagini del percorso e della zona, che nonostante conoscessi già, ho vissuto più in profondità, purtroppo durante la gara ero molto concentrato sul percorso e sugli altri atleti ma mi rimane il ricordo di tutto quel verde e quei scenari di cui ho goduto durante il viaggio di andata e ritorno in macchina. Un ottimo percorso, anche se come accadde in questo tipo di gare dobbiamo fare un po’ i conti con le macchine che vengono da dietro. Ogni tanto, forse troppo spesso, mi dovevo girare a controllare le macchine così come era successo per Villanova. Piccolo inconveniente anche all’arrivo dove un’atleta è dovuto passare tra una transenna e il pullman, cmq conscio di tutti i problemi che porta l’organizzazione di una gara di questo tipo non posso che dare parere favorevole per questa giornata e sperare che anche il tempo atmosferico sia clemente per la prossima edizione a cui volentieri vorrei partecipare!!

Saluti. R.Davide

domenica 18 ottobre 2009

Maratonina dei 3 comuni 2009 12,2k - 52'36''






Stamattina son andato a fare per la seconda volta la gara che si svolge nei tre comuni di Tissi, Ossi e Usini. La mia carriera agonistica nelle corsa è cominciata da questa gara l'anno scorso. Inoltre inizia anche da qui il mio blog..diciamo che è un doppio doppiaggio!! L'anno scorso dopo questa gara mi infortunai lievemente per via delle terribili rampe in discesa e salita, ma mentre l'anno scorso avevo pensato di non tornarci, quest'anno avevo cambiato idea perché questi percorsi li adoro. Mai decisione fu più ben pensata. Oggi son andato veramente bene ed i frutti dell'allenamento indicati nel precedente post son stati raccolti. Mi son sentito bene durante quasi tutta la gara, addirittura ho accelerato durante metà percorso, le gambe hanno risposto bene anche nelle discese (ma questo è frutto dell'irrobustimento di un'anno) e le salite mi son sembrate quasi più corte. Ho solo sfiorato l'idea di fermarmi a camminare. E' vero, quest'anno era più corta di almeno 1,5km e misurava 12,2km mentre l'anno scorso i 14 km era più vicini alla verità, ma la durezza è rimasta quasi intatta perché delle salite e discese ne mancava solo una, ma ciò aumentava lievemente la velocità. Inoltre la salita più dura era posta verso la fine e non a metà percorso. I 3 comuni, infatti a rotazione si prendono cura della partenza. Stamattina cmq arrivo a Tissi con un freddo cane verso le nove, incontro Ivo, Alessandro e Luigi, nonchè altri amici e dopo due chiacchiere durante il riscaldamento arriva l'ora di partire.

La partenza subito in salita sembra dare un senso di sonnolenza, mi sembra che i primi vadano piano e rimango con loro fino alla prima discesa (quasi 1200 metri dal via) in sterrato dove son tutti presi dalla frenesia e sembra che la sveglia ci butti giù dal letto. Perdo qualche posizione, ma avevo paura di farmi male, poi visto che il suolo era asciutto, nonostante le piogge della mattina presto, mi getto un po anche io e ci infiliamo nella prima rampa, la passiamo e dopo una breve discesa, troviamo la seconda rampa un tosta per Ossi. Ad Ossi non facciamo il giro effettuato l'anno scorso e ci dirigiamo in una terribile discesa cementata con tratti anche al 15% secondo una mia personalissima stima. Dopo qualche decina di metri prendo una cadenza strana con petto all'indietro e passo svelto e corto, sembra funzionare e non ricevo colpi alle gambe, passo indenne questo ostacolo e prendo qualche posizione importante. Son contento, qualche chilometro è andato e mi ritrovo con qualche persona che corre forte, devo tenere duro, oggi il corpo sembra rispondere e vado via potente e veloce rispetto all'anno scorso dove in questo preciso punto erano passati 3 km ed io volevo già arrivare alla fine. In un modo o nell'altro arrivo bello veloce a Usini e la prima delle donne mi è ancora lì nel mirino. Inizio a sentire qualche piccolo cedimento, mi dico che tra poco ci sarà la prossima dura discesa che tanto male, ma in un modo o nell'altro mi prendere fiato. A questo punto, quindi avevo anche dei sali e scendi leggeri della vallata prima di Usini e le brevi salitelle e discese del paese nelle gambe, ma perso nei pensieri mi accorgo che sto arrivando verso l'uscita. Lei è lì, pendente da far paura, provo la stessa tecnica di prima ma questa volta le gambe son un po pesanti e riesco a tenere soltanto la posizione. Ti sembra poco? ormai sto arrivando e ancora non cedo!! Nel fondo valle ritrovo il cavallo imbizzarrito dell'anno scorso, se vedo bene quest'anno ha con se un piccolino ^-^. Il fondo valle un po umido ci accompagna per qualche centinaio di metri e poi si svolta a destra. Ecco il cemento!! da Google sembra calcolare circa un 12% di pendenza ma la sensazione mi dice che probabilmente le rampe son oltre il 15%. Si fa fatica, passi corti ma come dicevo penso poco a fermarmi a camminare. In realtà un po son preoccupato perchè me la ricordo lunga, ma arriva dopo un po la fine, la pendenza molla ma dietro di me 600 metri durissimi!! La salita quindi procede più dolce ma le gambe son dei sacchi. Piano piano comincio di nuovo a carburare, arriva la prossima discesa e l'ultima salita non durissima prima di Tissi. Vedo per terra la vernice del segnale, riconosco un 6...mancano 600 metri. Con me un'altro atleta, penso che sia giovane, invece ha 40 anni, dopo l'ultima curva avrà 30 metri, parto in volatone che chiudo fortissimo, lo passo, riprendo fiato per 3 minuti. Il tempo è bellissimo 52'36''..circa 4'19''/km, mentre l'anno scorso per poco meno di 14 km ho fatto circa 4'40'' a km. Non è il primo posto di categoria che porto questa volta a casa che mi rende contento (anche se mi fa sempre un'enorme piacere) ma la sensazione di correre con più piacere nonostante la fatica, è il sapore di andare forte e di sentire le gambe rispondere al lavoro fatto. La giornata finisce con una splendida premiazione al coperto e seduti comodamente in un ampio locale di Tissi e lì vicino prosegue in un'altro edifico una bel pranzo, infine caffè dall'amico Gianni!

domenica 27 settembre 2009

Borore corre 2009 (7050m - 27'12'')



Mi son proprio divertito alla gara a cui ho partecipato ieri sera. La 3à edizione "Borore Corre" si svolge per le vie cittadine di questo magnifico paese. Borore mi ha dato fin da subito un impressione positiva, allegro, dalle vie larghe con un parco usato come punto di ritrovo dove fermarsi è molto gradevole, data la ricchezza di vegetazione. Mi dà anche l'idea di un luogo riposante. Dopo il ritiro del pettorale son curioso e mi faccio il percorso di gara tutto intero invece che girare li intorno. La nostra gara infatti si svolgerà su 2350 metri da ripetere 3 volte per totali 7050. Su google poi troverò una cifra inferiore a giro di circa 120 metri. Sicuramente non attendibile ma per pignoleria farò una media. Ad ogni modo il circuito parte da Piazza Libertà, che sta a pochi passi dal campo di calcio e la pista di atletica, si svolta subito sulla sinistra e poi a destra per una strada che costeggia il paese, un bel rettilineo in falsopiano a salire.

Dopo si ritorna dentro il paese svoltando a destra e si scende leggermente con impercettibili cambi di pendenza fino ad arrivare alla chiesa principale dove un breve e facile salita porta alla prossima svolta a destra, si ritorna leggermente a scendere e l'ultima curva a destra riporta sotto il traguardo. Un circuito molto bello, aperto e largo, dove si può far velocità e nonostante tutto duro per qualche motivo che ancora non comprendo.


Dal mio punto di vista era più pesante di Alghero, forse per via del vento leggero ma insistente che soffiava negli spazi più aperti. Ad ogni modo non son riuscito a valutare bene, alla fin fine la mia prestazione è stata un po così, porto a casa un 3'55'' considerando la mia distanza e un solito 3'51'' se prendo per buona la distanza dell'organizzazione. Ad ogni modo ad Alghero son andato molto meglio. Gli atleti di tutte le età, che stò iniziando a riconoscere, bene o male mi hanno dato più o meno gli stessi distacchi, chi più e chi meno. Ma cosa fondamentale, come vi dicevo mi son molto divertito per il fatto di aver tenuto duro per provare a prendere la terza posizione di categoria e ciò mi ha dato qualcosa in più nel finale. Vedo qualcosa di bello nel lottare per una posizione lì a pochi secondi, l'ultimo giro è volato, nonostante non potessi andare di più ho fatto anche meno fatica e non son rimasto solo come in altre occasioni quando i tuoi avversari sono troppo indietro o troppo avanti e corri da solo contro il tempo perché tanto i primi 10 assoluti per ora son ancora troppo avanti. Alla fin fine quindi arrivo quarto di categoria e aspetto mio padre che chiuderà con uno strepitoso 32'32'' che è poi la sua miglior prestazione di sempre su questa distanza. Se prendiamo per buono un 7000 metri ha tenuto i 4'40'' di media. I suoi racconti sulla prima gara riempirebbero 2 o 3 post molto lunghi, credo abbia memorizzato tutta la mezz'ora di gara e si ricorda più o meno ogni dettaglio..^_^. Comunque la serata continua veloce, riconsegno il chip e mi danno dei dolci, poi vado a mangiare frutta e bere birra hihihi.. e mi fermo a parlare con più persone con molto piacere. La premiazione sarà veloce e ben fatta, con i suoi giusti spazi. Poi si finisce in bellezza con la cena e li credo ci sia la parte importante di questo sport, vi dico solo che quando si inizia a parlare e si sta bene passa il tempo al volo e per poco ci chiudono dentro lo stadio ^_^.

domenica 20 settembre 2009

3° Memorial Gianni Sardà Zanardi 6800m – 26’12’’


Ieri sera mi aspettava una delle più belle gare che le nostre società possano offrire, forse la più bella in assoluto se pensiamo cosa voglia dire Alghero dalle nostre parti (conosciutissima anche nel resto del mondo), inoltre la grandissima partecipazione nella nostra gara che sorpassava abbondantemente i 300 iscritti parla chiaro!! Ieri era anche una giornata importante perché faceva il debutto nella non competitiva di 3400 metri, mio padre, che dal primo maggio ha cominciato a correre nonostante un periodo di infortunio. La serata inizia alle 18 con la consegna dei pettorali, fase sempre critica quando ci son così tante persone ma poi si risolve sempre tutto. In breve si arriva alla prima non competitiva dei ragazzini, di 1700 metri, che purtroppo non seguo perché inizio a fare riscaldamento con mio padre. Poi invece seguo il primo passaggio della sua non competitiva, tra di loro ci sarà un inglese fulmineo che darà secondi a valanghe a tutti. Amedeo, così si chiama mio padre, passerà con uno strano passo e poi mi dirà che rallentava per non prendere l’unica salita del percorso troppo forte, così se alla partenza passa dietro ad una quarantina di giganti e in parte alti e grossi ragazzi, al secondo giro ne ha già superato almeno una ventina. Concluderà sicuramente tra i primi 20 su un gruppetto ben nutrito di almeno un centinaio. Continuo allora a fare riscaldamento e quando arriva mi rendo conto che ci ha messo veramente poco, mi fa vedere il tempo..14 e 50, qualcosa a sensazione mi dice che ha fatto un grande tempo, non mi pare che su 3400 metri quel tempo abbia a che fare con i 4’50’’- 5’/km con cui ha a che fare di solito negli allenamenti più lungi, ripenso al 1000 in 4’07’’ e al 4’15’’ dopo cinque minuti, che ha piazzato in pista l’altro giorno..ummm bo..faccio poi in seguito la media esatta e mi esce un 4’21’’/km tenuto nella non competitiva, non credo ai miei occhi…che abbia in casa un fenomeno di 62 anni??
Mi vengono in mente le storie di tanti sedentari che non arrivano se non dopo tantissimo tempo a correre solo di seguito quella distanza ma a passi oltre i 5'/km. Ma passiamo ad una piccola intervista al sottoscritto:
D) Che cosa pensava prima della competizione?
R) Pensavo solo che dovevo tenere il mio passo e mi sembrava di essere tornato a quando facevo sport da ragazzo, per cui gli avversari che avevo davanti, puntavo a superarli e molti infatti li ho superati. Stranamente mi sentivo molto bene.
D) Ci descriva un po’ le sensazioni dall’inizio alla fine della corsa.
R) Intanto alla partenza la prima riflessione è stata cosa ci facessero tanti ragazzi giovanissimi e altissimi in mezzo a me, sicuramente oltre il metro e ottanta, affianco a me che ero uno e sessanta..era strano essendo una non competitiva e soprattutto questo ragazzo inglese di circa 2 metri che avevo conosciuto poco prima mentre mi chiedeva l’ora della partenza. Alla partenza freno subito l’istinto di correre forte perché so che la breve salita se fatta forte alla caccia dei primi mi avrebbe fatto pagare lo sforzo, la faccio discretamente lenta, sul piano comincio a distendere di più la corsa e vedo che riesco a superare altri partecipanti, sui bastioni continuo e mi sembra strano che riesco a superare tanti altri concorrenti, al passaggio del primo giro riesco a dare una breve occhiata all’orologio e vedo che passo sotto gli 8 minuti ai 1700 metri. Rallento nella salita, la faccio tranquillo e spingo poi un po’ di più appena arriva il piano, spingo ancora un po’ di più di nuovo nei bastioni, supero partecipanti e incrocio molte volte le traitteorie di alcuni e dopo la passerella dò tutto quel che mi è rimasto e faccio quasi una volata e supero altre 2 o 3 persone e concludo. Guardando l’orologio mi sembra quasi strano aver fatto un tempo così basso, pensavo che avrei fatto molto di più e io stesso non credevo al tempo fatto. Volevo ricordare che nel secondo giro mi è venuto in mente, quando con le gambe pesanti dall’acido lattico non riuscivo ad andare più avanti facilmente, come faranno gli altri a fare 4 giri??.
D) Quali sono le sue sensazioni in questo momento? Cosa pensa della corsa? Di una competizione vista dall’interno?
R) Bello!! Continuerò!!soprattuto per ricevere le stesse sensazioni, anche se terminata la gara, ho pensato subito che la prossima di 7km era troppo, ma dopo un altro po’ di tempo, più a freddo, ho cambiato idea e vorrei farla comunque anche se rimane la paura del polpaccio che mi ero infortunato. La competizione mi ha fatto riemergere i ricordi di quando correvo da ragazzo e giocando a calcio facevo anche mezzo fondo per una societa sportiva. Mi è sembrato strano non avere particolari emozioni, pensavo di emozionarmi e di rimanere teso invece non mi ha fatto nessun effetto, son rimasto sorpreso di saper gestirmi fino alla fine e forse vedere le gare da fuori mi aveva già fatto acquisire un po’ di esperienza. Però non riesco a definire se fossi concentrato o tranquillo!
D) Riscontra dei benefici da quando ha iniziato fino ad adesso? E quali?
R) Molti, nel complesso sono benefici generali, il corpo si è sciolto un po’ tutto, le ginocchia che prima davano la sensazione di esser arrugginite, ora son molto più leggere e mi danno meno fastidi nel camminare e pur non essendo sovrappeso neanche prima e non essendo quindi neanche dimagrito molto neanche adesso, mi sento proprio meglio nella vita quotidiana. Se devo sottolineare qualcosa è proprio un miglioramento delle ginocchia e la respirazione meno affannata, per esempio anche nel salire delle scale. In linea generale ti senti più forte e più lucido mentalmente, ti vien proprio da dire mente sana in corpo sano! Vorrei che questo sia da stimolo anche ad altri per fare questo sport. Nello specifico questo sport ma in generale anche gli altri di questo tipo, ti da la voglia di avere stimoli per fare anche altre attività, nonostante per esempio si sia in pensione. Ci credo molto a questi pensieri! Si, è proprio una nuova vigoria fisica, che ti dà più gusto nell’affrontare la vita!
Ok, grazie del contributo, sicuramente più avanti sarò lieto di farli altre interviste.
Grazie a lei!

Dopo questa intervista continuo con la mia gara, in pratica dopo un po’ di tensione dovuta al fatto di non essere al 100% e dovuta al fatto di dare tutto perché oggi c’erano molti ragazzi forti e di migliorare il mio tempo dell’anno scorso di 27’20’’, mi metto tranquillo alla partenza. E’ bellissimo, dietro di me almeno 300 atleti! Si parte subito e riesco a trovare la via giusta per non rimanere intrappolato, passo la prima salita e mi trovo in buona posizione, però fin quasi da subito perdo comunque il gruppetto forte che sta davanti e mi trovo al vento nei bastioni, la gara procede tranquilla, verrò superato da qualcuno che prendo come punto di riferimento e che solitamente mi arriva circa sempre un minuto davanti e tutto sommato la gara procede con un passo tutto costante, passerella perfetta, vedo con piacere che i lumini son stati posizionati ottimamente e non danno per niente fastidio,

il fascino fa sempre da padrone, e anche se da una parte, purtroppo, il buio di qualche punto mi dà problemi alla vista dall’altra parte mi piace tantissimo!!! Mi piace da pazzi questa gara! Per il resto l’unica altra sensazione è che i bastioni al secondo e terzo giro non finivano mai, mentre al 4 giro il fatto che la gara stesse finendo mi ha dato una piccola marcia in più ed ho concluso anche con una bella volata. La cosa più bella di questa gara rimangono però proprio i bastioni dove il temporale che minacciava per tutta la serata ci ha regalato uno spettacolo mozzafiato con i suoi innumerevoli fulmini che si avvicinavano..uno scenario unico, difficilmente ripetibile, sembrava un po’ di essere al cinema, anche se la fatica e il suolo ti riportavano un po’ alla realtà, forse poteva dare l’idea più di un sogno! Poi giravi e tornavi sveglio, la gente, lo speaker da lontano, la passerella, la piazza e altra gente che ti guardava, l'arco di Sportissimo dell'arrivo con il tifo e l’annuncio del tuo nome, un altro giro, la salita, svolta a destra in mezzo ai negozi, i bar, i bastioni, un’altra volta i fulmini che per qualche attimo ti ipnotizzavano!!
Direi che ieri, nonostante tutto, ho fatto una gara perfetta, controllata, senza cedimenti e anche se mi sembrava di andare piano ho chiuso in 26’12’’. Mi aspettavo come miglior obiettivo di scendere almeno appena sotto i 26, forse in una gara completamente senza ostacoli ci sarei riuscito, infatti la passerella dava quel piccolo tecnico che ti faceva un’attimo rallentare, ma va benissimo così, in questo momento il mio corpo non è al top, anche se ieri la lombalgia ha fatto da brava ed è sparita mentre correvo. Probabilmente i due chili in più rispetto all’anno scorso mi avrebbero fatto togliere 30’’ ma son solo tutte considerazioni, dovevo arrivare più asciutto già da tempo, non posso certo togliere peso nelle ultime due settimane e arrivare debilitato. In pratica son contento, il mio 3’51’’ l’ho fatto, e anche se devo scendere con i tempi, tenermi su questo livello in questo tipo di gara e per questa distanza mi appaga! Inoltre alla fin fine son sceso di 1’08’’ rispetto all’anno scorso.
Il dopo gara invece è andato maluccio per l’organizzazione, infatti il temporale non è più riuscito a trattenersi e ci ha scaricato un bel po’ d’acqua proprio all’inizio della premiazione, tutti si son allontanati e alla fine siamo andati quasi tutti a mangiare alla bella e buona cena a base di orata arrosto, pizzete, gnocchi con carne, insalata di mare, bevande etc..sicuramente dopo c’era tanto altro, ma dopo la premiazione dei bravissimi primi TM son andato via perché mi stava venendo freddo con tutti i pantaloni bagnati! Mi dispiace molto per la pioggia che ha rovinato il finale, sarebbe stato preferibile correre con la pioggia e poi dopo che ci fossimo tutti cambiati vedere tranquillamente la premiazione e cenare con tranquillità, ma ciò non toglie che secondo me, questa è una delle migliori gare a cui partecipare!! Non si deve perdere!!

domenica 13 settembre 2009

XXXI Trofeo città di Ozieri - 6180m 25'15''



Ieri son andato ad Ozieri, una città a sud-est di Sassari. Poche decine di km e siamo già arrivati in tempo per il ritrovo delle 16:30. Essendo comunque molto presto mi faccio subito un giro del percorso a piedi. Qui trovo l’organizzazione che sta sistemando le ultime cose e scambio qualche parola. Gentilmente rispondono alle mie domande e facciamo un po’ amicizia. La gara si svolgerà in un circuito di 1030 metri, per metà in salita, e per metà in discesa. La salita è bella tosta ed è un bello strappo affrontato come rampa finale nella gara del 5° Trofeo Monte Acuto Marathon. Inoltre questo circuito ha qualche bella curva che se non saputa prendere tende a farti rilanciare l’azione almeno quattro volte. Anche ieri purtroppo i dolori mi accompagnano e così all’inizio della prima gara dei ragazzini inizio qualche giro di percorso molto lentamente e la schiena mi dà un po’ tregua. Sicuramente la discesa non mi aiuta, il ciottolato ed il fondo tipico delle viuzze di paese mi fa ogni tanto preoccupare per il ritorno di alcune fitte. Mi dispiace veramente tanto, perché queste gare mi divertono e sia la salita che queste discese le trovo molto caratterizzanti, insomma mi aspetto proprio questo da una gara in mezzo ad un bella cittadina!! Comunque per fortuna in mezzo alla strada ci son dei lastroni lisci e userò soprattutto il passaggio su quelli per alleviare i contracolpi. Tra un pensiero e l’altro arriva anche la gara delle donne vinta da Patrizia Mureddu e poi la nostra.


Io mi divido tra un po’ di tensione e la felicità di provare sei volte quella salita. A breve ci posizioniamo e parte la gara. Il big Rutigliano credo che prenda subito la testa della corsa e lo rivedrò quando mi doppierà subito dopo l’inizio del mio 5° giro. La mia prima tornata è di studio, sto dietro schiene conosciute a prendere un po’ il ritmo e percepire le sensazioni del mio corpo. Mi sembra di andare agevole ma qualcosa mi dice che presto arriverà la fatica. Eccola lì la salita, ti fa capire subito la durezza della gara, ma è solamente al secondo giro che si entra nei meandri della stanchezza più assoluta e la sensazione di essere senza fiato a 3000 metri di quota ti accompagna durante tutto il tratto in salita fino al piccolo falsopiano prima della discesa. Il percorso infatti partiva al culmine del tratto più duro e dopo una chicane si saliva leggermente per poi affrontare un curva a sinistra davanti alla chiesa di Santa Lucia. Da qui si affrontava una lunga, leggerissima curva verso destra in falsopiano in discesa che portava ad una strettissima curva verso sinistra che a sua volta si ributtava in discesa fino a dietro all’Ex seminario vescovile, nella cui piazza antistante c’era il ritrovo. Da qui dopo aver sfiorato le macchine parcheggiate a causa della curva velocissima che si faceva, si scendeva sempre più giù fino a poco prima di un benzinaio e si girava a sinistra dove rientrando in Piazza Garibaldi iniziava il tratto in salita, comprendendo il duro muro che sanciva la fine di ogni giro e della gara.
La mia gara quindi procede piena di fatica fino alla fine, tanta fatica ma con tanto piacere per il tifo che mi hanno fatto e per aver concluso senza cedimenti degni di nota e con una prestazione che ritengo buona. Infatti ho coperto 6180 metri nel tempo di 25’15’’, circa 4’05’’/km.
Tornando indietro al 5° giro devo proprio fare un’accenno al passaggio di Rutigliano, che secondo me neanche correva a tutta, dato che segnalava, a mio modo giustamente, il suo arrivo con un vocione pazzesco, io manco avevo la forza di respirare….per fortuna quando mi sorpassava ho sentito tale voce, perché ero prossimo ad una curva e non avrei saputo da dove arrivasse, sentivo il caos dietro di me, ma avevo paura di ritrovarmi proprio nella curva e sbattermi. Invece mi ha superato in rettilineo e ho potuto vedere bene l’azione delle sue gambe, sembrava di essere in un pianeta dove la gravità era diversa, un’azione così leggera che nello stesso tempo li faceva compiere passi lunghissimi e veloci, sembrava avesse un sistema idraulico a farlo spingere in avanti ^_^. Lui pesava 60 kg ed io 100…questa sembrava la differenza..in breve comunque mi prende almeno altri 200 metri fino alla fine della sua gara che vince tranquillamente.
Passando ad altro, ieri è stata una bella giornata anche perché ho avuto modo di parlare con tantissime persone, chi nuove e chi vecchie conoscenze, e con altre la conoscenza si fa sempre più amichevole. Queste gare son sempre piacevoli grazie a tutti quelli con cui ti ritrovi e poi ci si trova a farsi il tifo a vicenda!! In particolare ieri dopo la premiazione ho conosciuto un nuovo Tm, Pierluigi, e spero che continui nel modo in cui sta facendo perché ha un ottimo fisico e son sicuro che potrà fare bene.


La serata finisce con una visita alla sagra “sapori profumi e poesie” dove c’era letteralmente tutto il paese. Da qui torno a casa soddisfatto di essere riuscito a fare anche questa gara dal percorso ostico e penso già alla prossima. Inoltre son contento di aver dato un piccolo contributo per chi è stato colpito dall’incendio del 23 luglio scorso a cui saranno destinati gli incassi.
Alla prossima.

venerdì 11 settembre 2009

9° Memorial Bronzini - (3000m 11'07'')


Oggi ho assistito ad una magnifica serata. Allo Stadio dei pini di Sassari si è svolto il XXI Trofeo Studium et Stadium (che è poi la società a cui appartengo) e che era valido anche come 9° Memorial Trofeo Bronzini. L'evento era di portata internazionale, infatti tra i presenti anche Donati e la Salvagno, oltre a molti esponenti del Marocco e del Ruanda come NASIR Youseph e SIMUKEKA Jean Baptiste. Inoltre presente il keniano OLEMPAYIE Nelson Dokita. Questo è solo un esempio relativo ai 3000 metri uomini ma la serata è stata alietata da grosse partecipazioni in quasi tutte le diverse specialità, come la brava e bella MILITARU Alina nel salto in lungo, capace di andare facilmente oltre i 6m50.
In pratica il programma è iniziato poco dopo le 16 e 30 iniziando con gare dei 60 metri piani di ragazzi e ragazze, a seguire gli 80 dei cadetti ed i 300 degli esordienti. Nel frattempo il salto in lungo, poi i 1000 dei ragazzi e subito dopo i velocissimi 100 metri maschili e femminili.




Che bellezza vederli correre. Dopo il getto del peso, salto in lungo maschile e 400 metri si svolgono gli 800 maschili, 1500 femminili e 3000 maschili.



I nostri si difendono benissimo dando il 100% e forse anche di più, ma gli atleti di fuori, sia Italiani che stranieri volano. E’ una bellezza assistere a questi spettacoli, ti formano l’idea di cosa significa fare atletica a certi livelli. I 200 metri maschili poi mi lasciano stupito, è un altro mondo, forse quelli che più ti danno l’idea della differenza. Lo avvertivo anche più dei 100, anche se i centometristi sembravano cavalli, lo stesso rumore che questi animali fanno nella terra battuta e lo stesso respiro..wow..allucinante, ti fanno capire cosa vuol dire correre, vibrava il tartan. La serata finisce poi con i 5km di marcia e la nostra gara di 3000 metri. Alla partenza però rimango molto male per il fatto che siamo in 7. Non riesco a capire perché gli amatori non siano venuti a fare questa competizione. Sarà per il fatto che premiavano solo i primi 3, sarà che domani e domenica ci son 2 belle gare nei dintorni, ma 7 partenti mi sembrano proprio miseri se penso che possiamo avere un serbatoio di più di 300 persone. (Aggiungo ora a mente fredda che inoltre era un venerdì lavorativo). Non so, a parer mio queste corse in pista son bellissime e divertenti e un’evento del genere doveva esser rappresentato con più partecipazione amatoriale, anche perché ci davano l’opportunità di gareggiare in una serata speciale. Io stesso volevo esserci a tutti i costi, dopo il viaggio in Francia che mi ha tenuto fermo da sabato sera a giovedì sera e una brutta lombalgia presa durante il viaggio, ho cercato di correre ieri sera. L’allenamento è stato un disastro, il dolore che comunque mi permetteva di correre e la sensazione di essere un sacco di patate controvento mi aveva un po’ buttato giù. Oggi quindi andavo con l’intenzione di prendermi anche un 4’05’’/km. Comunque con Paolo ci facciamo un bellissimo riscaldamento guardando un po’ le gare. Io questa volta ne avevo proprio bisogno per scaldare il punto dolente ed ho fatto una bella mossa. Sicuramente non sono la persona che si scalda meglio, ma oggi è andata bene. Con Paolo quindi rimaniamo un po’ incerti alla partenza, ed anche gli altri 5 corridori a mio modo di pensare son rimasti un po’ disorientati. Siamo proprio 7 alla partenza, in breve comunque arriva lo sparo e si parte. Nei primi giri il dolore sparisce e mi lascia correre bene, son felice!! Sento di tenere un buon passo e mentre il 4° va via, io a poco a poco scopro che potrò resistere fino alla fine. Anche Paolo fa una bellissima gara e son contento, perché anche lui non è proprio al meglio con gli allenamenti. Alla fin fine il tempo dovrebbe essere un bel 11’07’’ e lo tengo stretto. La settimana scorsa avrei dichiarato proprio un bel 11’10’’. Veloce, la serata finisce, anche perchè le premiazioni effettuate anche dall'assessore allo sport provinciale Desini, quello comunale Duce e il sindaco di Sassari Ganau si son svolte tra le gare rendendo piacevole e non stancante il tutto. Vado a casa esausto e con qualche dolore che ritorna, ma felice. Vorrei che questi eventi si moltiplicassero, la pista è divertente e fa tanto bene. Anche come pubblico mi son divertito ed ora posso dire che non avrei dovuto perdermi questa serata per niente al mondo!!! Saluti a tutti.

lunedì 31 agosto 2009

III° Sapori di corsa (4750m 17'48'')




Ottima organizzazione quella che ieri ha realizzato la 3à edizione della Sapori di corsa ad Oschiri. Tante gare dai più piccoli ai master in un bel circuito cittadino di circa un km. La nostra gara infatti sarà composta da 5 giri intorno al centro del paese. Come in tutte le gare del circuito curresardigiajo non mancherà il microchip, acqua e una bellissima e buonissima cena finale a base di panadas, pizza, formaggio e tantissimi dolci (tra cui i sospiri). La serata ci porterà a conoscere i blogtrotters Alvin e Masterunners che come tutti i blogtrotters saranno delle persone molto in gamba, con loro anche la famiglia. Così tra una chiacchierata e l'altra con Mathias e blogtrotters, ritrovo anche il mio compagno di squadra Alessandro Dessì e son contento che sia riuscito a venire e partecipare. La serata và avanti, con la scusa del bagno mi fermo ad assaporare il clima di un bar dove stanno vedendo Juve-Roma, devo dire che da tanto non mi capitava, ormai non ho più niente a che vedere con il calcio e non lo seguo neanche se mi pagano, però la sensazione di un bel gruppo di gente che si diverte a vedere e commentare una squadra è proprio coinvolgente......arriva l'ora di partire, questa volta son riuscito ad essere li davanti alla partenza, lo start mi vede iniziare veloce ma cauto, osservando qualche punto di riferimento tra gli avversari, faccio il primo giro relativamente tranquillo, poi inizia il cedimento, mi sfugge via la prima schiena da controllare, poi mi passa anche la seconda e svanisce nella semioscurità di una viuzza, faccio il mio passo, al limite per raggiungere il traguardo, sento varie voci che mi incitano e qui, in questo blog le ringrazio, servono sempre in un modo o nell'altro ti distragono per un po' e ti danno la carica, ma personalmente le uso più che per la carica, per distrarmi e sopportare meglio il disagio di una corsa alla massima andatura possibile.
I giri scorrono via veloci, arriva l'ultimo, e dopo che sorpasso Math con Alvin e Master mi metto in mente di fare la volata ad un ragazzo dall'aria molto giovane. Penso sia un Tm allora o là và o la spacca, non voglio pensare dopo che magari mi prenda un posto..ehehe..lo spirito agonistico...cmq stò per partire e sento una voce forte appena superati i blogtrotters..VAI COSI, FORTE, VAI CATTIVO DAVIDE..una frase del genere, in questo momento non mi ricordo bene, anche perchè mi son chiesto nella mezza confusione della mia stanchezza e della gara se fosse uno dei miei amici o se fosse il compagno del ragazzo da battere..che si riferiva al suo amico di nome Davide come me..cmq io allungo e faccio una progressione fino all'arrivo, credo che la volata l'abbia fatta solo io, però ciò mi ha permesso di concludere bene e di togliermi dubbi. Scopro in seguito che sarà stato Alvin a darmi il vocione..Grazie Alvin!! Mi cambio e dopo essermi accertato di aver fatto circa 4750 metri o 4780 da due Garmin diversi mi calcolo un po' la media..con 17'47.50'' (risultato ufficiale) faccio 3'45'' di media spaccati. Credo che mi possa ritenere soddisfatto della prestazione, mi sembra che piano piano un miglioramento ci sia stato, nonostante una preparazione non specifica e dedicata ultimamente alla salita. Sicuramente avrei voluto sapere come sarebbe andata con un giro in più, ma con i sé non si arriva a niente e mi tengo in tasca un piccolo miglioramento se pur piccolo, considerando 3 curvette infide in cui si perdeva qualche attimo. Dal punto di vista contro gli avversari, è stato un 6° di categoria premiato come 5° per via dell'entrata nell'assoluta del 1°. Sicuramente avrei dovuto fare di meglio, ma altri master non erano poi così lontani come in altre gare..diciamo che ero lì. I signori anziani continuano a sorprendermi e ciò mi spinge sempre a pensare che noi giovani abbiamo molto potenziale ma non lo sfruttiamo, sopratutto quelli che il loro fisico lo scoprono poi da grandi dopo anni di sedentarietà. Anche i giovanissimi però mi sorprendono, le gare di 1000 e 2000 metri son state fatte sono i 3..non saprei di quanto ma cmq sotto..forse i cadetti un mille sotto i 2'50'' sicuramente. Che lo facciano si può pensare, ma vederlo e percepirlo è diverso. Anche questo pensiero è da analizzare. Base prima di tutto....
La serata continua dopo la premiazione, scopro con felicità che nella busta c'è una bottiglia di vino ehehe, stò diventando una cantina, cosa me ne farò poi di tutto questo vino, ma mi diverto a far la collezione. Cmq andiamo al posto di ritrovo per la cena..e che bello ci son le sedie!! sinceramente la cosa più bella che c'è dopo una gara di corsa è la possibilità di sedersi..wow. Lì continuiamo a parlare tra blogtrotters, poi loro purtroppo devono andar via, li salutiamo e spero che si stiano trovando bene qui in Sardegna. Purtroppo alle volte ci vorrebbe più tempo per conoscersi meglio ma è gia molto bello aver conosciuto già parecchi blogtrotters, internet dà delle grosse potenzialità. Anche tra gli altri presenti come sempre mi fermo a scambiare qualche parola o a salutare quelli che ho conosciuto negli ultimi tempi. Ora è proprio il momento di andare, penso già alla prossima competizione e un pensiero però và alla ultra, mi divido un po' tra il Davide alla ricerca della velocità e quello alla ricerca della corsa lunga di resistenza, quella che personalmente mi porta quasi alle stesse identiche sensazioni ma dopo che ti sei fatto 2 ore di corsa e il tuo passo non è 3'45'' ma un minuto in più.

lunedì 17 agosto 2009

Dal mare alla montagna 17,8km -1h29'28''




Ieri sera ho partecipato alla tanto attesa 8à edizione della “Dal mare alla montagna”. Un esperienza che stamattina, il mio corpo ha un po’ recuperato. Stanotte all’una non riuscivo a prendere sonno, tanta acqua e frutta anche a casa, tra dolori e caldo però ho fatto fatica a riposare, ma stamattina posso dire che il peggio è passato. Son le 8 e mezza e per fortuna stò meglio, niente dolori particolari, ma solo un po’ di stanchezza. Posso annunciarvi che i brutti pensieri di ieri sera negli ultimi km di salita son del tutto scomparsi. Ora mi riposo e non finirò con la corsa. Si, perché ieri nell’ultima salita la fatica è stata talmente tanta ed il rigetto che subiva il mio corpo ai movimenti della corsa era talmente profondo che ho pensato, bò basta forse potrei anche finirla con la corsa. Ma è un pensiero che anche in bici mi era venuto, mi ricordo una gara che finiva nella salita di un paese sardo dell’interno, Teti, dove mandai via la mia macchina di assistenza per evitare di fermarmi. Arrivai e mi sedetti in macchina senza dire nulla e poi mi ripresi. Ieri invece dopo una discesa del paese a tutta, per finire subito, mi sedetti sul bordo marciapiede, ma un signore dell’organizzazione che mi vide stanco mi indirizzo subito al ristoro. E' stato meglio così, almeno forse ho evitato di bloccarmi le gambe, seduto subito dopo l’arrivo e son rimasto meno traumatizzato. Ma partiamo dalle 17. Ora del ritrovo, vedo subito i campioni e le campionesse. Oggi i primi andranno via subito, c’è anche Rutigliano, il prof che ha fatto il record l’anno scorso. Purtroppo avrò dei problemi con l’iscrizione e torna un po’ l’incubo della volta scorsa, non ho voglia neanche di pensare minimamente a indispormi, avrei corso anche senza numero. Di lì a poco incontro Filippo, che piacere rivederlo, poi Paolo e Mathias con Lino. Inoltre le amicizie nel movimento aumentano sempre più e c’è sempre qualcuno da salutare, a cui fare un sorriso, una battuta. La partenza verrà posticipata alle 18 e 30 e sarà un bene, il tanto caldo sarà meno micidiale. Purtroppo rimango un po’ fregato con l’acqua, non ne ho abbastanza per bagnarmi un po’ prima della partenza, ed essendo senza soldi perché erano in macchina, non potevo neanche prenderla al piccolo bar della spiaggia. Forse se dovessi dare un consiglio questo era uno dei piccoli problemi da risolvere. Tra una cosa e l’altra partiamo. Il mio passo è controllato e vedo a distanza la prima delle donne, viaggia via con una fluidità pazzesca, è bravissima ed ha uno stile silenzioso, che sembra non la faccia faticare, elegante, come se non volesse disturbare con la sua presenza. Ma và veloce e dopo circa 4,5km, all’inizio della salita, mi sparisce definitivamente dallo sguardo. Fin lì quindi tutto bene, ma qui, al primo rifornimento so che inizia il pezzo duro, la prima metà di questa dura salità di 4,8 km al 10% di media l’affronto bene, ma poi inizio a faticare molto, troppo, però è una sensazione che ho anche in allenamento. Ma le 9 del mattino non sono le 7 di sera con sole a picco su questa parete che dà sul mare, mi giro un attimo ed eccoli lì, 2 soli, uno in cielo e l’altro in mare che ti accecano. Giro subito sguardo e penso di essere in un forno. Tengo duro, l’ho provata 2 volte in allenamento e non fermo il mio passo, c’è chi alle volte si mette a camminare e mi arriverà anche davanti, ma io non cammino mai, ancora non l’ho mai fatto in nessuna gara. L'aiuto di alcune amicizie dell'ambiente mi dà qualche forza in più, a stento alzo la mano per farli capire che li ho sentiti e son felice!! Vado avanti e soffro molto, mi sembra di andare piano, ma è come sempre, forse anche meglio, passano altri due rifornimenti e siamo ormai alla fine, vedo l’ultimo tratto e prendo l’ultima curva larga per evitare la pendenza. Ormai si scollina, ho 2 o 3 schiene a tiro di sguardo, ma nonostante passi con poco più di 4 minuti di vantaggio rispetto all’allenamento (che però avevo iniziato 400 metri prima della partenza odierna) e quindi un miglioramento che calcolo approssimativamente di 2’, sento che qualcosa non và. Non riesco a recuperare subito come sempre, forse il fatto di seguire alle spalle un gruppetto mi indispone un po’. Sento i primi sintomi di un rigetto alla corsa. Ho paura di non riuscire ad arrivare a Villanova in modo decente, ho paura di arrivarci camminando o trascinandomi piano piano. Mancano 9 km, ma la testa se tiene duro ti può far passare i demoni. Mi riprendo un po’ e vado a superare qualcuno in discesa, l’ultimo km per arrivare ai 6 finali (5salita +1 discesa circa) lo faccio proprio bene e mi avvantaggio. Passerò ancora con un buon margine, forse un minuto se ricordo bene. La salita inizia bene, col mio passo mi stò iniziando a riportare sulla seconda delle donne che mi aveva sorpassato alla fine della prima salita. Inoltre rafforzo la mia posizione su altri atleti. Ma dopo un po’ cedo lentamente, le gambe fanno fatica a spingere, niente fiatone, ma quasi una stanchezza generale, piano piano vedo il gruppetto della seconda atleta donna allontanarsi, mi dico che ancora il passo è buono, ma poi inizia ad andare sempre peggio, una fatica bestiale. Negli ultimi km di salita dovrò lottare con me stesso, per non fermarmi e per dire al mio corpo, dai vai ancora, deve arrivare quella discesa del paese, vedo i cartelli che indicano 4-3-2 km all’arrivo, son in pieno disagio e il corpo mi dice che proprio non posso più correre, penso forse è il caso di rallentare decisamente, forse camminare, poi penso basta ne ho davvero troppo della corsa, non la farò più, per un attimo odio questo sport, mi passa in testa la Pistoia Abetone, penso che nn arriverò mai se faccio fatica in 15 km di questa gara, ma non è la stessa gara, qui son andato a tutta senza trattenermi. La pistoia Abetone mi distrae un po’, gli anni di bicicletta per fortuna mi hanno fatto bene e non mi lascio abbattere cosi facilmente, quindi navigando e coesistendo nel mio piccolo incubo piano piano non mollo e non mi fermo!!!, rallento il minimo indispensabile e vado! Arriva l’anticipo della discesa, la pendenza molla ed ormai si è su un falsopiano, controllo il passo e dopo mi getterò nella discesa, mi passa un concorrente e lo seguo a distanza in una discesa pazza, chiudo gli occhi ogni tanto per trattenere la concentrazione e dare ancora tutte quelle energie che invece son rimaste, voglio chiudere il prima possibile, mancano 400 metri e sento la gente, il grande calore di Villanova, un tifo e un’incitamento pazzesco che mi ha fatto molto piacere, lì, regalo una piccola volata con me stesso e passo lo striscione d’arrivo. Blocco, 1h 29’30’’. Non bene e non male, il tempo di allenamento con forse 100-150 metri in più. Considerando tutto me la sono cavata benissimo!!! La gara più faticosa e difficile che abbia fatto. Forse in tutta la vita. Devo dire che oggi considero ufficilamente questo sport molto più faticoso e difficile del ciclismo. Comunque ripenso che oltretutto lo scarico delle macchine che ci passano affianco e seguivano la gara forse ci ha pure limitato un po’ per via dei gas di scarico, forse è un’aspetto da rivedere, nonostante questo dia modo a qualche supporto in più. Comunque bevo il mezzo litro di acqua con i dolori alla schiena e nelle gambe e aspetto la premiazione. Sarò primo di categoria e metterò da parte altre due bottiglie per la mia collezione ^_^.
Sono molto contento, stare lì sul palco mi ha ripagato della fatica, c’era tutta quella gente contenta che ti guardava e non credo fossero tutti accompagnatori, questo paese vuol bene a questa competizione, ci tiene. E’ un ottima gara dura, da provare e da non prendere alla leggera. Ci son stati anche due piccoli casi che hanno avuto bisogno dell’ambulanza, niente di grave, molta stanchezza e tanto sole. Io stesso l’ho presa un po’ male. Mi son affaticato molto anche dopo, purtroppo per la cena finale son rimasto in piedi qualche altra ora e non mi ha fatto molto bene per il recupero..anzi mi son aumentati i dolori alla schiena perché ho dovuto aspettare in piedi il vassoio e poi ho mangiato in piedi.
Parlando del resto questa gara mi ha portato a conoscere personalmente altri 3 atleti, la Mureddu, la Scano e il TM Agus, persone molto socievoli e alla mano, con cui abbiamo scambiato qualche parola e spero di rivedere presto.
Tutto sommato un’ottima serata, tanta acqua per strada che ci ha salvato da una cottura lenta. Si potrà migliorare sempre più e rendere questa gara un’ottima competizione. Oltretutto è apprezzata anche dai campionissimi. A proposito ha vinto nuovamente Rutigliano con 88’’ circa in più rispetto all’anno scorso. Sembra infatti che molti abbiano trovato difficoltà in più rispetto all’anno scorso, e c’è chi non è riuscito a fare il proprio tempo di allenamento o dell’anno passato. Direi che le premesse per migliorarmi ci son tutte. Guarderò con un po’ più rispetto al percorso… alla fine già oggi penso di prendermi una rivincita…alla faccia di quello che ho pensato…^_^…anche perché io stesso non ci ho creduto neanche per un secondo!!!
Aggiungo un breve video del mio arrivo:



Saluti

domenica 26 luglio 2009

Macomer - San Pantaleo (8550m - 34'15'')



Ieri in Sardegna Io e Paolo a rappresentare il mondo dei blogtrotters per la gara di Macomer in onore a San Pantaleo. Un bel caldo smorzato dal vento, stranamente, ci accoglie in un paese di solito fresco. Subito facciamo un lungo riscaldamento che ci porterà a fare 4 giri di percorso. Un percorso insidioso, con ciottolato in salite ripide, curve e controcurve ad angolo retto tra le case, discese spacca gambe e lastroni. Durante la gara si alzerà ancor di più il vento nel rettilineo dopo la salita rendendo la gara piuttosto dura. La distanza da coprire sarà di 8550 m da dividere per 5 giri.



La partenza arriverà dopo le gare dei ragazzini, nel momento in cui la temperatura iniziava a scendere. L'acqua comunque scorreva a fiumi lungo il percorso mega sorvegliato e totalmente chiuso dal tipico nastro rosso e bianco. Ogni singola via chiusa e con una persona a controllare il percorso. La gara anche per questo motivo sarà veramente divertente e darà una sensazione di sicurezza mai provata prima. Ma passiamo in dettaglio al percorso: partenza e subito svolta a destra in una strada larga, poi dopo un centinaio di metri si entra nel centro storico e sarà un susseguirsi di viuzze strette e tortuose, si passa da un'angolo all'altro sfiorando i muri delle case e cambiando costantemente direzione (anche una bella curva su terreno sconnesso dove il piede scivola per la forza centrifuga e bisogna stare parecchio attenti..ma che aumenta l'aspetto tecnico), brevi discesine e una piccola piazza da tagliare, si arriva all'ennesima curva per fare una discesa ripidissima e poi uno strapetto in ciottolato (sento le pietre sulla pianta del piede) e poi di nuovo in una breve discesa, un pezzo d'asfalto e di nuovo ciottolato in una ripida salitina, di nuovo controcurve in discesa e si rientra nella strada larga in salita, rettilineo nella via principale e si gira verso il traguardo. Un percorso direi divertentissimo e tecnico, dove fare bene le curve ti predispone a non dover ogni volta rilanciare la velocità. Anche la salita ripida in ciottolato mi piace sempre più e riuscirò a farla bene solo negli ultimi 2 giri.



Per quanto riguarda la gara invece questa volta parto un po cauto, oggi non è il caso di partire sparato, ormai inizio a capire quando posso tentare di conquistare un buon piazzamento e quando no. Comunque dopo la partenza supero una cinquantina di atleti e mi metto in una posizione che mi pare adeguata, studio il primo giro a ritmo gara e terrò quel ritmo per tutti i 34'15''. Finirò stanco ma con la possibilità di fare una mega volata. Invece aumenterò il tanto per passare l'avversario che avevo davanti. Più o meno la prestazione è la solita, arrivo vicino agli stessi visi e un 4'/km di media penso vada bene per un tracciato così dispendioso.
Una cosa che ho notato è un nuovo modo di correre, più impostato, sembra che la pista abbia già dato qualcosa, mi sembra di riuscire ad allungare appena ho la strada libera e mi sento più elegante nei movimenti, più agile.
Le gambe vanno bene e tranne la stanchezza generale, anche ora che scrivo non ho problemi.
Alla fine arriverò 4° di categoria a 4'03'' dal vincitore assoluto.
La serata sarà accompagnata come il resto della gara dalla magnifica e attenta organizzazione della Fiamma Macomer che ci distruggerà :)))) con panini con salsiccione, wurstel e salumi. Inoltre birra e bibite varie più dei buonissimi dolci finali di tutti i tipi. Il vento fresco inizierà a farsi sentire e con essa finirà anche la manifestazione con le premiazioni varie. Una bellissima gara e un bell'ambiente mi riporteranno sicuramente da queste parti.